Ancora un esempio di falso soutache in p. clay realizzato quest'estate.
Disegno semplice, giocato attorno ad una piccola goccia centrale decorata con microsfere e foglia oro. Un po' per il gioco delle forme, un po' per i colori usati, questi orecchini mi ricordano i monili delle donne arabe e quelle immagini del deserto, bellissime, al tramonto e al crepuscolo, tinte di viola, magenta e blu.
Ancora tecnica del Soutache applicata alle paste sintetiche.
Devo dire che l'applicazione è positiva e porta numerosissime nuove idee nella mia testolina. E conto di metterle tutte almeno nero su bianco se non "in pasta", visto il poco tempo a disposizione.
Qui ci sono 2 versioni di ciondoli in bianco, nero e grigio. Qualsiasi sia l'età, il gusto, queste tonalità sono sempre un passepartout.
Il primo a sinistra è molto più "prezioso" ed elegante, l'altro più semplice e moderno.
Girovagando fra i siti creativi ho trovato più volte le immagini di bijoux creati con questa tecnica.
Alcuni molto elaborati e sfarzosi, altri più sinuosi ed eleganti, altri più giovani e frizzanti.
tutti però con un unico comune denominatore: le volute di fettucce di seta, e non, piatte (da cui il curioso nome di "piattine") colorate e cucite sovrapposte che formano forme indefinite, a S, a chiocciola, di occhielli, virgole attorno a perle, cristalli, cabochon.
Da quello che ho potuto capire la tecnica proviene dall' Est ( viene definita anche come "la treccia Russa", anche si treccia ha ben poco) e ha qualche tratto in comune con l' Embroidery, il ricamo di perline.
Così, sulla base di quel che ho visto, ho provato a sperimentare con le paste sintetiche, con qualcosa di semplice. Il risultato mi ha soddisfatto abbastanza, anche se perfezionare via via con l'esperienza.
Ho portato qualche ciondolo e qualche coppia di orecchini in questo genere anche alla Festa del Mare, devo dire che i lavori sono stati molto apprezzati e questo, come sempre, mi fa un gran piacere!
Sui quaranta, del sud Italia, ad Adrastea piaceva creare fin da bambina. Non ha mai pensato seriamente di diventare un'artista o un'artigiana, né di vivere di arte, o forse l'ha fatto nei suoi sogni di bambina. Comunque stiano le cose è fiera di poter dire di essersi sempre divertita dando forma ai suoi pensieri creativi. Probabilmente la propensione a non prendersi mai troppo sul serio l'ha aiutata a districarsi in questa giungla creativa moderna e ha fatto sì che la passione per queste attività le rimanesse viva nonostante gli alti e i bassi della quotidianità.