L' "Aztec sunset zinnia" esiste davvero, è un bel fiore semi-doppio o doppio i cui colori variano dal giallo caldo al rosso bordeaux/vinaccia fino al viola prugna.
Nella mia solita ricerca di un nome per la mia collana mi sono imbattuta in alcune foto di questo fiore e, forse per i colori caldi, forse per il fatto che la piccola filigrana centrale simula un ulteriore giro di petali, mi è sembrato il più adatto per descriverla.
Ho realizzato il fiore partendo da una "Polymer Clay Flower Petal cane", ovvero una murrina in pasta sintetica lavorata in modo tale da simulare l'aspetto e le sfumature di un singolo petalo di fiore.
La minuteria è un mix di bronzo e oro, per illuminare e dare allo stesso tempo un tocco più soft e vintage. Ho montato il tutto con dei Cristalli di Boemia trasparenti, in modo da lasciare al fiore la sua importanza e, contemporaneamente, per riprendere solo la luminosità del piccolo brillantino pendente centrale.
Un altro lavoro realizzato nei giorni passati e portato alle ultime esposizioni.
E' un pendente semplice, moderno, lineare, dai colori vivi e dal pattern insolito.
Una metà del pendente è realizzata con una sfoglia sfumata (Skinner Blend) di pasta sintetica, l'altra parte l'ho realizzata utilizzando foglia oro e piccole "fette" finali di una canes (murrina) ottenuta con l'estrusore.
Un frammento di conchiglia, dalla forma irregolare e dai bellissimi colori cangianti dal fucsia al viola, completa il pendente e lo collega alla catenina in alluminio color oro.
A volte gioco con i titoli e ci scherzo su, perchè faccio davvero fatica a trovarne di buoni per le mie creazioni!
Sulla scia degli ultimi post qui ci sono due completi, collana e ciondolo più orecchini abbinati, che sono sempre il risultato delle mie sperimentazioni con l'estrusore.
Ho portato entrambi alla mia ultima esposizione e questa è l'unica foto che ho di loro dal momento che sono stati "adottati" e portati come regalo in Campania (o almeno credo, dall'accento dei due giovani con cui ho parlato).
A sinistra, nei toni degradanti dal verde oliva al marrone.
A destra, il risultato che ho avuto utilizzando solo 3 colori: bianco, nero e oro (non è marrone come sembra in foto).
Per il primo completo, quello a sinistra, ho deciso di creare qualcosa di più casual, utilizzando le sfoglie per ottenere delle falci di luna e montando il tutto con minuteria color rame, un piccolo tocco d'oro e un girocollo in organza e coda di topo. Ogni falce di luna abbraccia e accoglie parte di una moneta di madreperla colorata. Per arricchire e dare qualche tocco di luce ho inserito dei Cristalli di Boemia color rame.
Per il secondo completo ho pensato di creare qualcosa di un pochino più importante e inusuale considerato il motivo e i colori della cane.
L'anello dorato sul ciondolo assume quasi le sembianze di una fibbia da borsa e, lateralmente, gli stessi anelli creano un motivo che arricchisce e rende più elegante la semplice catenina rolò dorata.
Gli orecchini, non molto lunghi e con gli elementi principali in orizzontale, riprendono il motivo "a borsetta" del ciondolo.
Come avevo già anticipato nel post precedente, pubblicherò pian piano alcune foto dei miei esperimenti sulla Pixelated Retro Blend Canedi Bettina Welker.
Esperienti non del tutto riusciti poichè il mio piccolo estrusore in plastica non ha retto l'impatto con la durezza delle paste sintetiche (e questo la dice lunga, dal momento che siamo in estate ed è risaputo che le paste sintetiche risentono del calore rammollandosi.)
Procedendo a piccoli passi, con una sfoglia sfumata nei toni dal lilla al viola, ho creato una micro cane, l' ho tagliata in piccole sfoglie e accostando queste ultime le une alle altre ho creato il mio strato "pixelato".
Eppure, guardandolo, non potevo fare a meno di pensare alle pelli dei rettili, nonostante il colore un po' improbabile.
L'animalier, ma rigorosamente falso, mi piace solo a piccole dosi, in qualche accessorio, dettaglio o complemento d'arredo. Questo ciondolo è un esempio e mi ha permesso anche di valutare nuove idee sull'utilizzo di questo effetto per altri accessori in pasta sintetica...
Come si suol dire, questione di ...serendipity! :)
Chi di voi lavora le paste sintetiche conoscerà sicuramente i lavori della bravissima polimerista tedesca Bettina Welker.
Chi invece ancora non li ha visti, o non ha questo hobby, deve assolutamente andare a visitare il suo sito webper farsi un'idea di cosa si può creare con le paste sintetiche con dedizione, creatività, inventiva, passione e un po' di attenzione al design.
Circa un annetto fa Bettina Welker pubblicò un tutorial semplice e gratuito per realizzare una cane sfumata dal sapore retrò, molto d'effetto: la Pixelated Retro Blend Cane.
Unico strumento indispensabile per la realizzazione è l'estrusore per paste sintetiche.
Dal momento che mia sorella e il suo ragazzo me ne hanno regalato uno piccolino in plastica per il compleanno, ho deciso di cominciare ad utilizzarlo proprio per sperimentare la cane di Bettina.
Considerazione #1:Comprare un estrusore metallico a vite (al posto di quello di plastica a siringa) è un buon investimento ed eviterà di far indolenzire le vostre mani e i vostri polsi inutilmente. Considerazione #2:Non potendo utilizzare adeguatamente il mio estrusore a siringa (vedi sopra), mi sono limitata a fare delle canes piccine, quindi son venute meno sfumate di quella di Bettina Welker.
Con quel che ho ricavato ho creato queste donuts pixelate con cui ho creato degli orecchini e dei ciondoli che vi mostrerò in questi giorni.
Il procedimento è molto semplice e giocando con colori e forme si possono ottenere oggetti e bijoux molto carini, quindi non escludo di passare ad un estrusore metallicoper poter avere un risultato migliore.
A voi le foto e se avete voglia di sperimentare anche voi, ecco qui il tutorial!
Tempo fa ho trovato delle gocce di agata colorata su base nera, bellissime ma lunghette (4 cm in totale, 1,3 cm circa di larghezza massima), da valorizzare ma senza appesantire.
Ho pensato allora di modellare due piccole e semplici orchidee da utilizzare come centrali da cui potessero pendere le gocce.
Il montaggio è molto semplice, delle perle di onice e di agata in tinta fanno da ponte tra il centrale e la catenella argentata sottile. La collana cade lunga, il fiore ingentilisce il tutto e la base più chiara dei petali mi sembra contrasti bene sia con il nero che con il rosa e l'arancione intenso delle pietre.
Sfumature e picchiettature più scure sono invece sul bordo dei petali e sul labello, per evidenziarlo.
Le orchidee sono modellate a mano, senza stampi, in pasta sintetica (p. clay)
Mi piacciono molto, però le mie manine dopo il montaggio hanno preso matita e fogli e hanno buttato giù degli altri bozzetti per utilizzare le gocce rimanenti... chissà... ;-)
" [...] avere un cuore da bambino non è una vergogna".
(E. Hemingway)
E' un lavoro fatto su commissione, per una giovane donna.
Memole è interamente modellata a mano in pasta sintetica (polymer clay) senza usare stampi.
L'ho fotografata sul mio vecchio album delle figurine! Lo conservo ancora a testimonianza del fatto di quanto mi siano cari i vecchi cartoni animati degli anni '80.
E' diverso dalle cose che che spesso ho pubblicato qui fino ad ora.
Chi invece ogni tanto passa a trovarmi nei mercatini e in qualche occasione pubblica, sa invece che sul mio banco c'è sempre posto per gli oggettini e i bijoux diversi, magari adatti ai più giovani (oltre a qualcosa in pittura e stoffa). Ogni oggetto, sempre e comunque, rappresenta una parte di me.
Tra l'altro... credo non ci sia peggior cosa, per chi ama la creatività, che ingabbiarsi in alcuni generi e snobbare, o quasi, tutti gli altri, tenendo alto il motto "il mio stile/genere è quello", ritenendo il resto "non convincente/eccessivo/mancante" in qualcosa, di solito non meglio specificata, e facendo passare per nobile la critica, non costruttiva, sotto il velo di un banale "...è gusto personale". No, non è gusto personale, quello è limite personale.
Sollevare i propri paraocchi, trovare del bello anche nel diverso, essere aperti al nuovo, non vuol dire snaturarsi, nè perdere la propria credibilità, anzi, non fa altro che nutrire la nostra mente e la nostra inventiva... E' tutto a nostro vantaggio...
Se non avessero cercato soluzioni alternative, se non avessero guardato da altre angolazioni, come direbbe il caro e buon Prof. Keating, persino i nostri grandi scienziati e i nostri grandi artisti, non sarebbero stati così tanto grandi....
E se la poesia si trasformasse in messaggio più esplicito? Un chiaro "Ci sono, sono semplice ma non banale, sono forte ma femminile"?.
E' per dar voce a questo pensiero che, una volta finita la parure precedente, ho messo ancora una volta le mani in pasta e ho creato questa collana.
La base è in pasta sintetica (polymer clay), una virgola nera, morbida e moderna.
Anche il papavero è in pasta sintetica, modellato a mano senza stampi, di un bel rosso acceso contrastante con la base.
Il ramages e il brillantino sono piccoli vezzi, per ingentilire il tutto.
I Cristalli di Boemia neri hanno lunghezze diverse per dare movimento e, per richiamare il rosso del fiore, ho aggiunto, sopra, delle piccole perle di agata in tinta.
Per la minuteria sono tornata ancora una volta al bronzo, che considero l'unico in grado di armonizzarsi meglio e di esaltare maggiormente i colori di questo fiore.
Sboccia indifferentemente tra mille spighe di grano oppure tra il cemento di un marciapiede cittadino, manifestando la sua voglia di esserci, di crescere e resistere.
Eppure è così semplice, fragile e strappato alla sua terra sfiorisce così in fretta...
E' pura poesia il papavero... ed è uno dei miei fiori preferiti.
Questo completo è una commissione per una signora che aveva visto una delle mie collane realizzate tempo addietro, questa qui.
Le sarebbe piaciuta un po' più ricca e più lunga, con un doppio papavero e con degli orecchini da abbinare. Ecco quello che ho preparato per lei.
I papaveri, sia per la collana che per gli orecchini, sono modellati in pasta sintetica (polymer clay) a mano e senza usare stampi.
La minuteria è in bronzo, calda, ma meno dell'oro che sarebbe stato eccessivo, e con un sapore vintage.
Ho inserito dei Cristalli di Boemia neri e bronzo che contrastano bene con l'unico tocco di colore vivo dato dal fiore.
Ho ricevuto un mesetto fa questa commissione da parte di mia zia, maestra elementare.
Quest'anno i suoi ragazzi erano di 5^, quindi lei e le sue colleghe hanno pensato di far loro un piccolo regalo che potesse ricordarle.
Vista l'età di transizione e l'interesse dei maschi per il calcio, alla fine abbiamo optato per dei braccialetti per le ragazzine e dei portachiavi per i ragazzini. L'idea è piaciuta anche ad altre colleghe delle 5^ che si sono accodate. Certo, è stato un periodo di gran lavoro, però mi ha portato tante soddisfazioni!
Per i braccialetti le insegnanti hanno scelto come soggetto principale i miei piccoli Teddy Bears (vedi post precedenti qui) corredati di ciondolini a forma di fiore e di cuscinetto-cuore, oppure dei gattini, corredati invece di ciondolini a forma di gomitolo e fiore.
Per i portachiavi invece abbiamo pensato ad una base in cuoio naturale sul quale poi ho modellato un piccolo calciatore in 2D con la divisa della squadra del cuore. In pratica abbastanza solidi, a prova di urti e vivacità estrema!
Ho modellato tutto in pasta sintetica (polymer clay), a mano, senza stampi, come sempre.
Vi lascio qualche foto fatta velocemente, eccetto dei gattini, che purtroppo non sono riuscita a fotografare. Spero piacciano anche a voi!
Ecco i Teddy Bears, in lilla, arancione, rosso a pois bianchi, rosa e azzurro.
Un close up:
Qui un braccialettino indossato, in modo da far vedere come cade, e il suo pacchettino regalo
(foto gentilmente concessa da mia sorella!)
E qui invece ci sono alcuni portachiavi (il moschettone al contrario nella seconda foto è stato sistemato!):
Infine, il packaging!
Perchè ogni regalo deve avere una confezione, per quanto semplice possa essere!
Ho creato delle semplici pillow boxes in cartoncino nella stessa tonalità del braccialettino o della squadra del cuore (nella foto i pacchetti dei ragazzi sono neri con fiocco bianco: tutti tifosi della Juventus!), chiuse da cordoncino argentato e fiocchetti di raso sempre in tinta con il contenuto del pacchetto.
Una piccola lumachina di mare/conchiglietta lucidata e un po' brillantinata per abbellimento e infine il mio biglietto-chiudipacco.
L'ispirazione arriva ancora una volta da Madre Natura!
Questa volta però ho deciso di creare delle foglie in Polymer Clay per accompagnare i miei bijoux !
Volevo che fossero strane, selvagge e moderne... Spero di essere riuscita nel mio intento!
Tecnica Mokume Gane con foglia oro per le foglie di entrambe le collane, in colori diversi, un po' più autunnali nel caso del girocollo e un po' più primaverili (o estive) nell'altro pezzo.
Ogni foglia è stata tagliata e levigata a mano e poi protetta da vernice trasparente.
Per arricchire le collane ho usato dei cristalli di Boemia in tono, della minuteria in alluminio dorata e color bronzo o, nel caso del girocollo, un cordoncino "coda di topo" color terra bruciata.
Inutile dire che le adoro entrambe!
Il primo modello, girocollo.
Il secondo modello, più lungo, con un grappolo di foglie pendenti.
Sempre in tema "Flourish", questa volta con delle piccole variazioni nel montaggio: ho aggiunto dei pendentini al centro di alcuni fiori (al posto del brillantino/perlina) per arricchirli.
I fiori sono realizzati interamente in pasta sintetica (p.clay), base compresa.
I petali derivano tutti da canes petalo che ho modellato personalmente, quindi ogni sfumatura è frutto della lavorazione della pasta.
Ad eccezione della coppia di orecchini in rosso-giallo (i più piccini) nella foto, gli altri fiori sono stati levigati e coperti da vernice trasparente, per un effetto più gloss.
Close up del paio in viola, con aggiunta di piccoli cristalli di Boemia lilla AB.
Close up del paio in color salmone, montato con minuteria bronzo e un piccolo brillantino pendente.
Come accennavo precedentemente, nonostante la lentezza dovuta a impegni "più ufficiali", sto cercando di ultimare le commissioni degli ultimi mesi e, parallelamente, di creare qualcosa di nuovo per alcune esposizioni.
Ad es., qui ci sono dei bangle, degli orecchini a perno e un anello in metallo color bronzo decorati con dei fiori in pasta polimerica (p.clay). Per i petali ho creato appositamente della canes petalo in colori e motivi diversi. Di conseguenza, le sfumature non sono dipinte ma frutto della lavorazione della pasta e, come sempre, non ho usato alcun cutter o stampino per dare forma ai petali.
Ultimamente gli impegni sono stati tanti, così ho dovuto un po' rallentare con le creazioni.
Da qualche settimana sto cercando di dedicarmici almeno qualche oretta nel week end, anche perchè devo preparare per fine mese dei lavori da consegnare.
Questa domenica, però, stranamente, non avevo molta voglia di stare in casa, anzi, se ci fosse stato un po' di sole credo proprio che sarei uscita a fare un giro in centro, vicino al mare. Così, un po' insofferente, dopo aver lavorato a dei campioni di bomboniere per comunione, complice la scatola dei fili di metallo che avevo utilizzato per creare delle spirali-portafoto, ho guardato la bobina di rame puro e...via alla sperimentazione!
Devo dire che quel bruciacchiare, piegare, martellare e avvolgere il filo di rame ha avuto su di me un effetto molto distensivo e, a prescindere dal risultato, sul quale c'è comunque da migliorare, sono contenta di aver impiegato il tempo in modo piacevole, costruttivo e senza idee precostituite!
Sono nati loro, due paia di orecchini in rame e cristalli: "Gocce di Rugiada", a sinistra nella foto, con cristalli Swarovsky turchesi e piccole olive AB di Boemia, e "Ali di luce", con cristalli Swarovsky acquamarina e 2 piccole sfaccettate di Boemia bronzo. Preludio alla bella stagione!
Ci sono pensieri che aspettano solo un po' più di calma per essere concretizzati...
Nel frattempo lavoro, come sempre, a testolina bassa, nei ritagli di tempo.
Di qui a breve torneranno le orchidee, dai colori e dalle forme diverse, a volte strane, delicate o più appariscenti, assieme ad altri fiori, più o meno reali.
Per voi un piccolo assaggio: una Cymbidium, dai petali tra il verde e il giallo opalino molto chiaro e dal labello screziato di rosso bordeaux. Come sempre è modellata in polymer clay (Fimo), interamente a mano. E' montata su una basetta in filigrana color bronzo, dello stesso colore della minuteria. A dar luce ci sono dei piccoli Cristalli di Boemia verdi e un piccolo brillantino nel pendente inferiore.
Cosa centra Baudelaire? In realtà è stato un caso... Cercavo un libro su cui fotografare la collana e volevo fosse in lingua e che avesse le pagine ingiallite. Allora, tra tanti altri, ho tirato fuori anche il volumetto de I Fiori del male, che mi è sembrato perfetto per lo scopo...
Mi sono chiesta: Chissà, se tra le poesie ce n'è qualcuna che mi può dare l'ispirazione per un nome per la collana (io sono negata per queste cose)...
Ecco, detto fatto! Baudelaire e i simbolisti mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni, compreso il giorno dell'esame di maturità! A presto, con altre novità!
Profumo esotico Quando, a occhi chiusi, in una calda sera d'autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici
che abbagliano i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola dove la natura dona
alberi singolari e dei frutti saporosi,
degli uomini di cui il corpo è snello e vigoroso
e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.
Ancora un esempio di falso soutache in p. clay realizzato quest'estate.
Disegno semplice, giocato attorno ad una piccola goccia centrale decorata con microsfere e foglia oro. Un po' per il gioco delle forme, un po' per i colori usati, questi orecchini mi ricordano i monili delle donne arabe e quelle immagini del deserto, bellissime, al tramonto e al crepuscolo, tinte di viola, magenta e blu.
Due ciondoli costruiti su base filigranata poggiata su pasta sintetica.
I fiori, due grandi margherite dai petali screziati, sono sempre modellate a mano in pasta sintetica.
Minuteria dorata e cristalli in tinta per entrambi.
Semplici, come ogni fiore di campo...ma di grande effetto!
Ancora tecnica del Soutache applicata alle paste sintetiche.
Devo dire che l'applicazione è positiva e porta numerosissime nuove idee nella mia testolina. E conto di metterle tutte almeno nero su bianco se non "in pasta", visto il poco tempo a disposizione.
Qui ci sono 2 versioni di ciondoli in bianco, nero e grigio. Qualsiasi sia l'età, il gusto, queste tonalità sono sempre un passepartout.
Il primo a sinistra è molto più "prezioso" ed elegante, l'altro più semplice e moderno.
Girovagando fra i siti creativi ho trovato più volte le immagini di bijoux creati con questa tecnica.
Alcuni molto elaborati e sfarzosi, altri più sinuosi ed eleganti, altri più giovani e frizzanti.
tutti però con un unico comune denominatore: le volute di fettucce di seta, e non, piatte (da cui il curioso nome di "piattine") colorate e cucite sovrapposte che formano forme indefinite, a S, a chiocciola, di occhielli, virgole attorno a perle, cristalli, cabochon.
Da quello che ho potuto capire la tecnica proviene dall' Est ( viene definita anche come "la treccia Russa", anche si treccia ha ben poco) e ha qualche tratto in comune con l' Embroidery, il ricamo di perline.
Così, sulla base di quel che ho visto, ho provato a sperimentare con le paste sintetiche, con qualcosa di semplice. Il risultato mi ha soddisfatto abbastanza, anche se perfezionare via via con l'esperienza.
Ho portato qualche ciondolo e qualche coppia di orecchini in questo genere anche alla Festa del Mare, devo dire che i lavori sono stati molto apprezzati e questo, come sempre, mi fa un gran piacere!
Al di là dei suggerimenti degli stilisti, alcuni dei colori che in estate non passano mai di moda sono proprio questi: turquoise and coral, ovvero turchese e il color corallo nelle sue diverse sfaccettature.
Adoro entrambi, quindi ho provato a giocarci con le paste sintetiche e così sono nati degli elementi per una collana e due ciondoli, in mokume gane.
Mi rimane un unico testimone, dal momento che i ciondoli, vuoi per la loro maggiore portabilità, vuoi perchè più piccoli, sono stati scelti da due gentili signore che son passate dal mio banchetto alla Festa del Mare qualche giorno fa.
Staccarmi da alcune creazioni a volte mi fa un po' male, devo ammetterlo, non so se accade a tutti così, ma portare un genere diverso, insolito, e sapere che colpisce la gente e viene apprezzato compensa tutto e fa davvero molto piacere!
Sui quaranta, del sud Italia, ad Adrastea piaceva creare fin da bambina. Non ha mai pensato seriamente di diventare un'artista o un'artigiana, né di vivere di arte, o forse l'ha fatto nei suoi sogni di bambina. Comunque stiano le cose è fiera di poter dire di essersi sempre divertita dando forma ai suoi pensieri creativi. Probabilmente la propensione a non prendersi mai troppo sul serio l'ha aiutata a districarsi in questa giungla creativa moderna e ha fatto sì che la passione per queste attività le rimanesse viva nonostante gli alti e i bassi della quotidianità.